La magia dell’autunno

Ottobre è finito, e non posso fare a meno di pensare a quanto l’autunno, con i suoi colori caldi, i tramonti rosso acceso e l’aria che sa di cannella, sia incredibilmente romantico.
Amo romanticizzare i piccoli momenti della vita quotidiana, soprattutto in autunno : dai viaggi in treno, perché sono una pendolare, al mio piumone caldo, avvolta nella notte insieme alla persona che amo e alla mia amica pelosetta, Pesca.
La mia vita da studentessa universitaria pendolare è stancante, eppure ogni piccolo attimo mi regala calore.
L’attesa dell’alba
Il risveglio e la corsa mattutina
La sveglia suona alle 5:50, un vero colpo di realtà. Mentre tutti dormono ancora, la giornata inizia lenta e fredda. Il pensiero del mio letto caldo e del piumone che mi avvolge mi fa sospirare.
Lasciare i miei due amori al tepore del letto senza poterli svegliare con me è doloroso, ma fa parte della vita adulta.
Dopo il tepore del mattino, inizia la corsa per fare tutto: prepararsi, controllare lo zaino già sistemato la sera prima, assicurarsi che il computer sia carico e temere di dimenticare qualcosa o di non fare colazione.
Per una pendolare come me, perdere il treno è quasi una tragedia: quello delle 6:59 o delle 7:09 che mi porta a Pisa deve essere preso a tutti i costi. Il treno successivo arriverebbe troppo vicino all’inizio della lezione, e a seconda della materia potrei non farcela. Per fortuna, finisco sempre per prenderlo, anche se di corsa.
Viaggi in treno: momenti di felicità
I viaggi in treno hanno un fascino tutto loro. Ci sono giorni in cui viaggio con le mie compagne di corso: alle sette del mattino ridiamo, scherziamo e chiacchieriamo. Quei momenti diventano piccoli attimi di felicità condivisa.Altri giorni viaggio da sola. Quei trenta minuti di pace diventano un’esperienza sensoriale: il ritmo del treno sotto di me, il paesaggio che scivola dietro il finestrino, il libro tra le mani e la musica nelle orecchie.
Ogni dettaglio si amplifica: il profumo del caffè appena preso, il fruscio delle pagine, l’aria fresca che entra quando apro appena il finestrino.

La corsa verso l’università
Arrivata a Pisa, inizia la corsa verso il Polo. A volte cammino tranquilla, altre volte faccio slalom tra i turisti che cercano di sorreggere la Torre.
Il freddo che mi colpisce il viso durante la camminata veloce mi attraversa come un brivido vivido: i capelli che si sollevano leggermente, il respiro che si condensa nell’aria gelida, le mani che diventano rosse nonostante i guanti.
Ogni passo mi sveglia e mi ricorda che sono viva. Il contrasto tra il calore del corpo in movimento e l’aria pungente fuori dal piumone diventa un piccolo rituale sensoriale della mattina.
Tutto si placa quando finalmente ho tra le mani un cappuccino o un tè caldo, il vapore che sale verso il naso e il calore che si diffonde lentamente tra le dita e dentro di me.
Studio, ansia e gioia quotidiana
Amo la mia università, le materie che studio e le lezioni che seguo, anche se ci sono giornate in cui il tempo sembra non passare mai. Non siamo robot: a volte avrei voluto restare sotto le coperte invece di correre a Pisa, e va bene così.
Ci sono giorni in cui siamo produttivi e altri in cui lo siamo un po’ meno. Questo è perfettamente umano.
E poi c’è quella sottile ansia, sempre presente, che accompagna l’apprendimento: ciò che imparo oggi potrebbe non servirmi subito, ma domani, durante la sessione, quelle informazioni diventeranno preziose.
È un mix di passione e tensione, di curiosità e responsabilità, che rende ogni giornata unica, stancante ma incredibilmente viva.